Una strada per rilanciare l’innovazione digitale italiana passa attraverso il miglioramento dell’infrastruttura e una visione a lungo termine capace di coinvolgere tutti i player del settore tecnologico. Gli edge data center, in particolare, stanno emergendo come una soluzione strategica per ridurre la latenza, supportare l’AI e migliorare le performance delle applicazioni. Queste infrastrutture distribuite, insieme a una rete aperta e ai servizi data-driven, potrebbero costituire il punto di svolta per sostenere pmi e distretti industriali. La tavola rotonda organizzata nell’ambito di Telco per l’Italia 2026 ha riunito importanti rappresentanti del settore per delineare una roadmap futura.

Investimenti e nuovi scenari economici

Secondo Massimiliano De Carolis, ceo di Sirti Digital Solutions, il concetto di reti aperte rappresenta il presupposto fondamentale per creare valore, soprattutto nel contesto dei servizi digitali evoluti che si stanno trasformando in piattaforme. “Se una rete non performa adeguatamente sul piano economico, la soluzione è cambiare approccio”, ha spiegato De Carolis. “Per il prossimo triennio sono previsti investimenti consistenti in infrastrutture critiche. Parliamo di circa 10 miliardi di euro l’anno per le torri di telecomunicazioni, a cui si aggiungono 30 miliardi che verranno spesi nel settore elettrico, 31 miliardi per la sensoristica applicata agli asset industriali e altri 10 miliardi in soluzioni di sicurezza. In totale, si tratta di un volume di investimenti cinque volte superiore rispetto a quello attuale.”

Quest’ultimo punto richiama un dato rilevato da McKinsey: i fondi d’investimento infrastrutturali, inizialmente organizzati secondo logiche di settore, stanno ora indirizzando circa il 75% degli investimenti verso use case e applicazioni cross-industry. “Quindi le telco devono evolversi da semplici gestori di accesso a operatori abilitanti di capacità, offrendo servizi avanzati come sicurezza, capacità predittive ed efficientamento energetico, sempre più richiesti da altri attori del mercato”, ha sottolineato De Carolis.

La sfida dell’evoluzione tecnologica e dell’integrazione

Questa logica deve applicarsi anche in un mercato che sta vivendo una trasformazione accelerata, dominato sempre di più dall’AI. “In futuro, chi opera sui cosiddetti asset pesanti potrà monetizzare maggiormente, poiché il valore si sposta sulle infrastrutture di grande capacità”, ha aggiunto l’esperto. “Ma ci saranno anche nuove sfide: chi riuscirà a integrare l’AI nelle infrastrutture per renderle più sicure in modo automatizzato, avrà accesso ai clienti evoluti.”

Fabio Barà Cappuccio, senior account executive di Salesforce, ha spiegato come la sua azienda, dopo aver introdotto il modello cloud nel 1999 ed essersi poi alleata con gli hyperscaler per concentrarsi sul proprio core business, ora sta esplorando partnership di vendita con clienti nel settore delle telecomunicazioni. Questa strada però si è rivelata piuttosto complessa: la sfida principale è riuscire a fornire tecnologia avanzata per sfruttare al meglio le reti e gli edge esistenti, supportando inoltre sistemi on-premise e nuovi edge data center presso il cliente. Le opportunità offerte da questi ultimi, in particolare, sono enormi. L’edge d’altra parte consente infatti di accedere ai dati a bassa latenza, utili per abilitare sistemi di controllo avanzati e sfruttare al meglio l’intelligenza artificiale. Un potenziale che interessa molto anche le pmi.

Lo stato delle infrastrutture italiane

Davide Di Labio, associate partner di Kpmg, presenta uno scenario non certo incoraggiante per quanto riguarda le infrastrutture italiane. “Rispetto al mobile, la Penisola si colloca al 33° posto nella classifica dei 38 Paesi Ocse in termini di velocità di download. Non siamo dunque tra i più veloci. La penetrazione inoltre è bassa, con evidenti fenomeni stagionali e di orario che congestionano i network degradando le performance fino al 56%,” ha riferito Di Labio. “Questo evidenzia che le reti mobili italiane non sono ancora allineate con i competitor europei in termini di qualità.”

Sul fisso la copertura è buona, ma non ancora ai livelli dei leader europei. Le latenze sono tra le peggiori del gruppo di Paesi G7, con un divario netto tra Nord e Sud: “C’è da dire che il Meridione sta recuperando, ma il gap di latenza e il fatto che le infrastrutture critiche siano polarizzate al centro-nord rimane un minus.”

Le priorità di crescita per le telco

Per Di Labio, è dunque fondamentale continuare a investire: “Portare fibra nelle aree non cablate e migliorare quelle esistenti per ridurre latenza e performance complessive deve essere obiettivo prioritario. La qualità della rete deve essere in linea con le richieste di casi d’uso futuri, a partire da quelli basati sull’AI, la smart mobility e i servizi evoluti.”

In ambito business to consumer (B2C), si registra una stabilità abbastanza positiva. La strada aperta per le telco prevede però l’espansione verso forniture energetiche e altri servizi adiacenti, diversificando il portafoglio senza complicare troppo la go-to-market. “Ciò comporta però la capacità di gestire la complessità di un ventaglio di proposte più ampio”, ha osservato Di Labio.

Potenziale del mercato B2B

Riguardo al mercato B2B, invece, si tratta di un settore senz’altro più interessante: “Con una crescita doppia rispetto al mondo consumer e ricavi provenienti da attività Ict mediamente superiori al 25% del fatturato, le opportunità per le telco sono enormi”. L’esperto ha sottolineato che le telco si stanno affermando come partner di fiducia per la trasformazione digitale, ma devono evolversi. “Verso modelli più simili a quelli degli hyperscaler, sviluppando competenze di verticalizzazione, soluzioni integrate e capacità di attrarre talenti.”

Ruolo strategico degli edge data center

Gli edge data center sono emersi quindi come una risorsa fondamentale per supportare l’AI e i servizi evoluti. L’obiettivo per le telco è chiaro: sfruttare al meglio l’edge attraverso investimenti, innovazione e collaborazioni con aziende leader del settore, come Salesforce o fornitori come Sirti Digital Solutions.

La strada però non è facile. Le sfide sono molteplici: la necessità di migliorare la rete mobile e fisso, la capacità di attrarre e formare talenti, l’integrazione di tecnologie complesse e nuovi modelli di gestione del servizio. Eppure, il potenziale economico e sociale è enorme. Le tecnologie distribuite, unite a reti robuste e sicure, offrono un’opportunità unica per